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Airnet: criteri guida per una rete efficiente

Avere una rete di distribuzione per l’aria compressa inefficiente può portare a elevati consumi di energia elettrica, bassa produttività e peggiorare le prestazioni degli strumenti che utilizzano l’aria.
Caduta di pressione limitata tra generazione e punti di utilizzo, perdite di aria minime, facilità di installazione e modifiche. Questi gli aspetti cui occorre prestare la massima attenzione. L’esempio del sistema AIRnet di Atlas Copco.

Un impianto di distribuzione non correttamente progettato è la prima causa di inefficienze in un sistema d’aria compressa, comportando un aumento della spesa energetica e una riduzione dell’efficienza e della vita utile degli utensili funzionanti ad aria compressa.

Un buon impianto di distribuzione dovrebbe soddisfare i seguenti requisiti fondamentali: caduta di pressione limitata tra generazione e punti di utilizzo, perdite di aria minime, facilità di installazione e modifiche.

I punti essenziali…

Caduta di pressione - La pressione generata subito a valle della sala compressori generalmente non è mai utilizzabile totalmente, dato che il sistema di distribuzione dell’aria compressa implica una perdita di pressione, principalmente a causa dell’attrito nelle tubazioni.

Nelle valvole e nei raccordi delle tubazioni, inoltre, si verificano strozzamenti e cambi di direzione del flusso, che si convertono in calore e determinano cadute di pressione.

La caduta di pressione rappresenta una perdita di energia e, quindi, va contenuta per evitare sprechi. A volte, tale caduta nelle tubazioni è compensata tramite l’aumento della pressione dell’aria prodotta dalla sala compressori, che, però, implica un aumento dei costi per l’aria compressa. Inoltre, qualora si dovesse ridurre il consumo d’aria compressa, la pressione al punto di consumo aumenterebbe oltre la soglia consentita.

Ricordiamo una equivalenza facile e molto significativa: una caduta di pressione di 1 bar comporta un aumento del consumo energetico pari al 7%...continua a leggere