La ricostruzione porta nuove speranze alle vittime del terremoto in Giappone

8 dicembre 2015

Intere comunità distrutte, molte vite perse e decine di migliaia di persone sfollate in seguito a una fusione nucleare. Queste sono le terribili conseguenze del terremoto e dello tsunami che hanno colpito la costa orientale del Giappone l'11 marzo 2011. Oggi la regione si sta riprendendo. M&C è andata su uno dei molti siti di ricostruzione che sta portando nuove speranze a chi è sopravvissuto.

Era pomeriggio, non ancora l'ora di punta nella piccola città costiera di Rikuzentakata e le strade erano silenziose. Alcune persone si stavano recando a scuola per prendere i figli, altri a fare spese, altri ancora stavano pensando a cosa avrebbero mangiato la sera a cena. All'improvviso gli edifici iniziarono a tremare e in pochi minuti la città cadde vittima del peggior terremoto nella storia del Giappone. Con un'intensità pari a 9 gradi della scala Richter, il terremoto ha portato con sé anche un violento tsunami e onde alte 18 m si sono abbattute sui prati e i tipici campi di riso lasciando una scia di distruzione. All'imbrunire, solo pochi edifici erano rimasti in piedi nelle aree costiere del Sud e la città era praticamente scomparsa. Nei giorni e nelle settimane successive, iniziarono a emergere i dati, quasi 4000 case distrutte, più di 1700 persone decedute e migliaia senza casa e disperate. Non erano soli. Circa 250 km a Sud, gli occhi del mondo guardavano con apprensione i tecnici combattere per salvare la centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Il tentativo fallì e una fusione totale, la più grande da Chernobyl, divenne realtà. Numerose comunità lungo la costa subirono le conseguenze di quel giorno. Ma Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate, è diventata il simbolo della speranza e della fiducia nel futuro grazie a un poderoso programma di ricostruzione che sta ora dando i suoi risultati.

Il suono della speranza

Il tonfo smorzato delle rocce brillate è appena udibile, ma il sottile velo di polvere che si solleva nel vento dall'Oceano Pacifico ne rivela la posizione: una collina su quella che un tempo era una città ed è ora una terra praticamente desolata. Qualche minuto dopo, riaffiorano i rumori meccanici dei carri di perforazione e delle attrezzature di movimento terra. Dal disastro che li ha colpiti quattro anni e mezzo fa, migliaia di sfollati residenti a Rikuzentakata hanno vissuto qui in prefabbricati e ripari temporanei con la debole speranza di poter tornare un giorno nelle proprie case. Ora, grazie al progetto di ricostruzione, il sogno è diventato una possibilità reale. Con un progetto iniziato a dicembre 2012 con un costo di 1,6 miliardi di USD, l'autorità locale mira a costruire una comunità completamente nuova sul sito, che includa case, scuole, ospedali, una stazione ferroviaria e un nuovo centro commerciale. Lungo la costa saranno inoltre costruite strutture di difesa più alte e solide, tutto entro il 2019.

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